LA FAMIGLIA WILLOUGHBY

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(The Willoughbys - 2020)
(lungometraggio d'animazione)

Regia di: Kris Pearn, Rob Lodermeier
Sceneggiatura: Kris Pearn, Mark Stanleigh
Basato sul libro di: Lois Lowry

Prodotto da: Luke Carroll, Brenda Gilbert
Produzione: BRON Studios, Creative Wealth Media Finance, The Province of Ontario
Animazioni: BRON Studios
Edizione Italiana: Netflix

USCITA ITALIANA: 22 APRILE 2020

I Canadesi BRON Studios presentano il loro nuovo lungometraggio d'animazione basato sull'opera della scrittrice statunitense Lois Lowry. Una storia fuori dal comune realizzata con un personalissimo stile anch'esso poco comune.

La storia ha per protagonisti una strana famiglia composta da madre, padre e quattro figli che vive in una casa piena di storia quanto ancorata ad un passato di gloria che poco ha a che fare con la vita al giorno d'oggi. Ma i genitori non ricoprono per nulla il loro ruolo, tenendo molto distanti i figli e dedicandosi solo a loro stessi, rendendo la vita dei piccoli una reclusione da tutto e tutti. A questi allora non gli rimane che escogitare qualcosa per costringere i genitori a lasciare la casa per una lunga vacanza e poterne diventare finalmente padroni. Ma molti imprevisti come un orfano, una tata e altre figure proveranno a rovinare i piani di felicità dei quattro piccoli fratelli.

Il lungometraggio è fondamentalmente una commedia, magari dai toni un pò più tetri, ma con l'utilizzo di molta fisicità, che vuole far luce su quelle situazioni familiari non proprio idilliache e sul mondo degli orfani in generale, su un ambientazione a metà tra una metropoli asettica dei giorni nostri e un mondo di fantasia. Una stesura molto varia, non lineare, che riserva sorprese fino alla fine. Un'interessante novità in un panorama di storie dai toni più sdolcinati e spesso piatti, con una regia molto curata e una realizzazione che trasuda sperimentazione e novità anche se proveniente da un piccolo studio d'animazione.

Oltre all'utilizzo di un design molto stilizzato, spigoloso e caricaturale, la particolarità dell'intera produzione è la scelta di omaggiare uno dei più classici stili d'animazione: la stop-motion (o passo-uno). Anche se ogni elemento è stato modellato ed animato in 3D, l'aspetto finale è stato processato tramite filtri per appiattire le tinte ed estremizzare i toni da quelli più scuri a quelli iper-colorati e, cosa più importante, limitare il frame rate così da avere le animazioni/movenze tipiche dello stile stop-motion. Anche le azioni sono state processate in maniera diversa, da apparire più simili alle animazioni 2D disegnate a mano, dove la curva dei movimenti è velocizzata in mezzo e più rallentata all'inizio e alla fine dell'azione.

Degne di nota anche alcune scelte stilistiche rivolte ad essere più fantasiose che reali, come gli elementi volumetrici tra cui polveri e nuvole, immaginate come composte da lanugine (come nelle produzioni stop-motion), o come il fuoco disegnato interamente in due dimensioni.

Alla fine si assiste ad un'opera originale e molto ben realizzata, con una storia interessante e protagonisti molto ben caratterizzati, anche se (volutamente) non numerosi. Un ottimo film per tutta la famiglia, dai più giovani agli adulti. Una produzione lontana dai canoni ad altissimo budget dei grandi studios che consente ai suoi autori la libertà e la sperimentazione di cui questo settore ha bisogno.






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